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  Sommaire - Interviews -  Paolo Eleuteri Serpieri


Interview de Paolo Eleuteri Serpieri
Par Alda Teodorani

Dernier ajout : dimanche 8 janvier 2006

"Paolo Eleuteri Serpieri"

Chers lecteurs, je vous propose ici une interview en italien réalisé par notre correspondante en Italie Alda Teodorani. Notre traducteur (mon père...) étant décédé je n’ai pas les moyens de vous offrir la traduction française. Il eût été dommage de ne pas publier cette interview aussi je vous la livre brute...
A.P.

 

Paolo Eleuteri Serpieri mi accoglie nella sua bella casa piena di ritratti e di quadri con soggetti western durante una serata fredda. Fuori soffia un vento gelido ma in casa il fuoco di un grande camino diffonde bagliori rossastri e l’intervista diventa una chiacchierata tra amici. Serpieri mi dice : “tu, che sei una scrittrice, cerca di realizzare qualcosa di più divertente della solita intervista noiosa, fatta solo di domande e risposte !”. Gli prometto che lo farò e lascio spento il registratore preferendo la penna, in modo che lui possa vedere le mie annotazioni !
Quando gli dico che l’intervista è programmata per la rivista francese SfMag, Serpieri mi racconta del suo amore per la Francia, e io gli chiedo come mai sia tanto affezionato a questo paese. Mi risponde guardando lontano, come dovesse rivedere con la mente i suoi primi passi in Francia, e racconta “Amo la Francia perché i francesi hanno una grande esperienza sul fumetto a livello internazionale, in Francia si dà più importanza al fumetto, che per i francesi ha una valenza culturale, danno molta importanza anche al formato”. Si discute sul diverso formato degli albi francesi e di quelli italiani, ma anche degli americani. In Italia quasi tutti i fumetti si vendono in edicola, sia quelli italiani che gli americani hanno un formato piccolo, con i fumetti che tendono a uscire dalle vignette, dove ci sono molti dialoghi ma c’è poco spazio per i disegni. Serpieri mi fa notare che questo formato non fa proprio al caso suo : “Do molta importanza al disegno, e rappresento le scene in sequenza, con una tecnica di tipo cinematografico. Inoltre mi piace che un albo, come succede in Francia, venga prodotto con tirature alte, per me è un enorme piacere sapere che ci sono tante persone che mi leggono”. L’amore per la Francia non deriva solo da questo e Serpieri confessa : “In Francia non ho avvertito i campanilismi tipici degli italiani, le contrapposizioni tra intellettuali tipiche del nostro paese, o anche gli aloni di mito che si formano attorno a certi personaggi. Ho sentito per me una grande stima, grande amicizia, e per me questo è estremamente importante, è la molla che mi aiuta a lavorare meglio. Mi sento più a mio agio, mi posso esprimere meglio”. E ancora, mentre parliamo della diversa mentalità dei due nostri popoli, tanto vicini tra loro a livello geografico, emerge un’altra importante differenza : “In Italia, quando si parla di lavoro e di fumetto, si ha sempre la sensazione che venga operata una astrazione, mentre i francesi sono più aperti, più attenti, più pragmatici, forse perché sono più inseriti nell’Europa”.
Rifletto su alcuni luoghi della Francia, su certe zone del Sud dove la Natura regna ancora sovrana, e racconto a Serpieri di un mio viaggio in Camargue. Discutiamo insieme di un’usanza tipica : quella dove la tradizione vuole che sia il torero a scappare e della quale non ricordo il nome. Gli chiedo se capita anche a lui di vedere una certa somiglianza tra la Francia e le pianure dell’America del Nord all’epoca in cui gli indiani americani non erano ancora stati decimati dall’uomo bianco. Siamo capitati su uno degli argomenti preferiti dal Maestro, che approva la mia opinione e dice : “I francesi si sono trovati nell’America del Nord per ragioni commerciali e non per sfruttamento o per abitarci, come invece hanno fatto altri popoli, in special modo gli inglesi. Il loro rapporto con gli indiani era autentico, perché questo popolo ha sempre avuto un grande legame con la Natura. E guarda caso fu proprio Larousse che mi chiese per primo di lavorare in Francia, disegnando una storia del West a fumetti. Ho disegnato anche alcuni episodi della Bibbia a fumetti, quindi ho fatto un western con Dargaud, era un omaggio a Ford, una reinterpretazione del film Sentieri Selvaggi. Nel tempo, ho cambiato quasi tutte le sceneggiature perché se non sento mia la storia, anche il disegno non procede”.
Serpieri abbandona lentamente gli sceneggiatori e comincia a lavorare per suo conto. Ed è di questo periodo, negli anni Ottanta, la nascita di Druuna : “Avevo in mente una storia, anzi l’inizio di una storia, e non sapevo nemmeno chi poteva essere il personaggio principale. Si trattava semplicemente di una storia di fantascienza con una protagonista piacevole da disegnare...”. Lo interrompo facendogli notare che i protagonisti delle storie spesso ti prendono per mano e sono loro a continuare il percorso. Ma questa non pare essere la cosa fondamentale per lui, che mi fa notare : “l’importante per me era il futuribile credibile, dove il lettore quasi entra fisicamente nella storia, che però non è studiata a tavolino”.
Il discorso si sposta sui legami di lavoro, e sulle visite in Francia. Serpieri racconta il rapporto con i lettori : “Vado in Francia a girare per librerie, a fare le dedicaces (lo dice in francese, ndr). Tutti si mettono in fila per avere uno schizzo sul libro che hanno comprato, e io cerco di fare qualcosa che sia degno del libro, anche se velocemente : tutti vogliono Druuna, e io solitamente disegno il suo viso ma poi mi chiedono : può scendere un po’ per favore (ride)”. Gli faccio notare che è comprensibile la richiesta del lettore : guardare Druuna disegnata da Serpieri è un grande piacere per la sua attenzione per i dettagli e il disegno così accurato. Concludo dicendo che vedo sempre i suoi personaggi a tre dimensioni, in una specie di “disegno-scultura” che fa quasi venir voglia di toccarlo. Un sorrisetto compiaciuto aleggia sotto i baffi del Maestro : è proprio il risultato che vuole ottenere e commenta : “Uso un tipo di disegno “veristico” perché devo raccontare una storia con immagini che il lettore non sia costretto a interpretare, che sia insomma più vicina possibile alla realtà. Le immagini devono essere in funzione della storia. Sono convinto che se io faccio solo quei 4 segni, il lettore sia meno facilitato a entrare nella storia, gli si toglie il piacere dell’osservazione”. Gli faccio notare che la sua opera coinvolge il lettore molto al di là del cervello e dello sguardo : tutti i sensi vengono coinvolti. Conclude, annuendo : “l’immagine è solo uno strumento per la ricerca dei volumi”. Infatti l’accuratezza del segno, spesso ripetuto in un tratteggio in chiaroscuro, fa risaltare le superfici, cogliendone pienamente gli aspetti plastici. E gli aspetti plastici, le cose da far risaltare in Druuna sono evidenti : “Volevo raccontare storie fantastiche con il bisogno di rappresentare una realtà credibile ; la realtà dipende dall’erotismo. Rappresentare una protagonista come Druuna è una scelta erotica e doveva per prima cosa piacere a me.
Mi interessa sapere quali sono i progetti futuri di Serpieri per le uscite francesi e mi dice che sta preparando un libro a parte, un progetto di illustrazioni solo erotiche, che però sia diverso da quelli che pubblica tra un albo e l’altro di Druuna. Mi mostra alcuni schizzi, prove su movimenti : il risultato è notevole, sembra che i personaggi possano uscire dalla pagina da un momento all’altro. Poi mi racconta del prossimo libro : “Si tratta del seguito di Clone, uscito in Francia un anno fa. In questa ultima storia, Druuna sarà in un mondo completamente diverso dal solito, che apparentemente contiene alcuni stereotipi già conosciuti, eppure è tutto un’apparenza. Sarà una sperimentazione, un fantastico dentro il fantastico. E’ una scusa per giocare, divertirmi e divertire chi legge. Tendo a sperimentare e questa volta darò molta valenza al colore, mentre il corpo di Druuna sarà estremamente elaborato”
Da quel che ho visto, il risultato sarà fenomenale. Lo sperimentatore, l’artista del fumetto Paolo Eleuteri Serpieri mi accompagna alla porta. Fuori mi attende il buio della campagna attorno a Roma, ma le parole del Maestro hanno riecheggiato mondi fantastici, dove ogni tanto tornerò a scaldarmi.


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